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UNA NOTTE IN YURTA

Yurta mongole nella Val Taro
Yurta mongole nella Val Taro

Era il 4 giugno 2020, il giorno dopo la riapertura delle regioni a seguito del lock-down che, per due mesi, ha costretto l’intero paese a fermarsi.

Tutto, fino a quel momento, sembrava essere proibito, sembrava aver assunto un altro sapore. Un sapore nuovo, aspro.

La paura di cadere in errori stupidi e banali, il timore di tornare a confrontarsi con la gente. La ripresa era assai difficile, ma questo non fermò il forte desiderio di tornare a viaggiare alla scoperta del proprio paese, l’Italia.

Un paese che ha affrontato un’emergenza sanitaria con gran difficoltà. Un paese debole e bistrattato ma che ha saputo reagire rialzandosi e combattendo con le unghie e con i denti per la propria salute e la propria libertà.

 

La primavera era ormai iniziata da un pezzo e non restava che vivere i giorni rimasti a disposizione guardando con la coda dell’occhio l’estate alle porte.

È primavera, ma il meteo sembra non esser troppo d’accordo. Piove e vi è una leggera frescura.

L’idea di allontanarsi da casa e tornare a girovagare tra le regioni dovrà aspettare ancora un pò ma non per questo siamo confinati alle nostre quattro mura di casa.

Computer alla mano, Google in un clic e subito parto alla ricerca di qualunque cosa: un luogo vicino casa, un viaggio a km0, un luogo immerso nella natura, un luogo insolito dove soggiornare.

Troppe informazioni che portano a tanti luoghi ma nessuno di questi entra in simbiosi con la mia idea. Nessuno tranne uno.

Un glamping immerso nel verde della Valle del Taro, dove l’uomo incontra e vive la natura selvaggia, dove l’attività di camping convive in simbiosi con la pace e il rispetto della valle, dove gli ospiti viaggiatori si ritrovano ad affrontare un viaggio intercontinentale dentro casa.

Ca’Cigolara, ecco la risposta.

Ca’Cigolara, immersa nell'oasi verde della Valle del Taro e a pochi passi dal borgo dei borghi di Compiano, regala ai propri ospiti un soggiorno insolito, ospitandoli in delle yurta di origine mongola.

La yurta è molto simile ad una tenda, ma per la popolazione nomade asiatica è una vera e propria casa. Infatti, questa, ha il vantaggio di essere smontata facilmente per essere poi trasportata e rimontata da un’altra parte. Essa ha una struttura circolare costituita da uno scheletro in legno, ricoperta da feltro di pecora, mentre nelle località più fredde è coperta dalla pelliccia del montone.

La yurta, a differenza del gher, non presenta alcuna colonna al centro della tenda. Il tetto è formato da un’unica arcata. 

 

L’idea di creare un agri-campeggio con yurta mongole, nasce nel 2014 dalla mente di Simona e Diego, due persone squisite e super cordiali, a coronamento di un sogno rincorso per molti anni.

Simona, ex segretaria con la passione per le erbe officinali e per l’agricoltura, sceglie di lasciare il lavoro e la vita milanese. Diego, consulente aziendale di Milano, spesso in viaggio per lavoro, scopre la Val Taro, di cui si innamora. La sceglie come luogo per le vacanze con i figli ma poi, grazie anche all'ospitalità della gente del posto, la sceglie come casa.

 

Da qui, l’inizio della loro relazione e della loro avventura. Comprare e ristrutturare una casa, in Val Taro, con annesso un vecchio fienile, isolata e confinante con l’oasi WWF dei Ghirardi.

 

Il cambiamento si sente, forse troppo.

 

Il silenzio della notte che si scopre non essere poi così silenziosa, animata dai versi degli animali, dal fruscio delle foglie e dal rombo del fiume in piena nei mesi invernali.

 

La lentezza con cui i giorni vengono vissuti e la scoperta che le giornate possono invece essere vuote. La gioia nel vedere che la gente, anche se solo di passaggio, si ricorda di te e della tua storia, danno il coraggio ai nostri amici di credere fino in fondo al loro progetto.

Perché anche se è vero che Milano offre tanti servizi e comodità, è anche vero che la città metropolitana toglie umanità ai rapporti personali.

A Milano, le amicizie si coltivano dopo il lavoro, la vita inizia tardi.


In montagna, amicizia e lavoro si mescolano ed ecco che nasce così un’azienda agricola e il piacere di ospitare amici e famigliari, per i fine settimana, spingono Simona e Diego a trasformarla in una struttura ricettiva.

 

Anni di duro lavoro hanno portato i due padroni di casa a un grande successo.

 


Il vecchio fienile è oggi la sala ristorante dove gli ospiti dell’agricampeggio condividono due chiacchiere sedendo e cenando in un’atmosfera conviviale, in lunghe tavolate condivise che tanto ricordano quelle delle vecchie osterie.

Nel ristorante, pochi piatti ma freschi. Tutti i prodotti sono locali, di carattere BIO e a KM0.

Quello che si trova ora a Ca’Cigolara è un’oasi di pace in cui si respira aria genuina.

Il falò, vicino all'orto biologico, raccoglie, nelle sere d’estate, i racconti e le confessioni di chi è di passaggio e di chi, invece, rimane.

 

C’è silenzio a Ca’Cigolara, interrotto solo dai versi degli animali che richiamano un po' di attenzioni, mentre Simona e Diego vi aspettano nelle loro yurta mongole, con i loro amici Lupin e Margot.

TIPS:

  • Compiano: uno dei Borghi più belli d'Italia;
  • Oasi Ghiarardi: un'oasi protetta per gli amanti del trekking;

 

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Commenti: 6
  • #1

    Marilù (sabato, 13 giugno 2020 15:17)

    Non mi dispiacerebbe l'idea di poter smontare la mia casa e portamela dietro, così come fanno i Mongoli. E non mi dispiacerebbe neppure soggiornare in questo posto di pace e tranquillità!

  • #2

    Daniele & Marilena (sabato, 13 giugno 2020 16:45)

    Stiamo proprio cercando dei posti un pò diversi dal solito per staccare la spina per qualche giorno...
    Ci stiamo infatti informando se in Piemonte e dintorni riusciamo a trovare soluzioni simili a queste!!!
    Passato il lockdown abbiamo bisogno di ritagliarci del tempo e dello spazio di qualità per riprendere confidenza con tutto ciò che ci circonda!

  • #3

    Elina (sabato, 13 giugno 2020 16:58)

    sembra un luogo meraviglioso, vicino a casa =) Avevo visto queste abitazioni al festival dell'oriente e ne ero rimasta davvero colpita! Complimenti per averne parlato, è sempre un piacere conoscere posti nuovi.

  • #4

    Fabio (domenica, 14 giugno 2020 14:27)

    Fantastico dormire in una di queste tende! È un po' come andare in Mongolia per una notte

  • #5

    anna (domenica, 14 giugno 2020 20:28)

    Direi un modo assolutamente perfetto per ricominciare dopo il lock-down e godersi la natura che tanto ci è mancata in questo periodo di clausura.

  • #6

    Nicoletta (domenica, 14 giugno 2020 23:41)

    Anche io vorrei fare un'esperienza del genere e questo posto mi sembra l'ideale! Originale ed immerso nella tranquillità. Me lo segno!