SICILIA BAROCCA

Un Tour nella sicilia barocca

 

Come sapete, ogni anno trascorro parte delle mie ferie/vacanze in Sicilia, terra in cui ho radicate le mie origini.

Eppure, da vero siciliano, non ho mai visitato la Sicilia fino in fondo. Ecco perché ogni volta cerco luoghi nuovi da esplorare e studio un itinerario sempre diverso. Così facendo, tornare in Sicilia è sempre come la prima volta.

Ovviamente, ogni itinerario è studiato in base alle mie necessità e tempo a disposizione.

Ho già fatto diversi tour in giro per la Sicilia, di cui però non ho mai scritto, come “Catania e i piedi dell’Etna” o “I borghi delle Madonie”. Magari un giorno ve ne parlerò.

Se ben ricordate però ho già raccontato di uno dei miei tour siciliani: Le Vie del Sale dedicando un articolo sul mio blog.

 

Se ancora non lo conoscete, vi invito a leggerlo.

 

Oggi voglio portarvi con me nel tour di 3 giorni ne “La Sicilia Barocca”.

È un tour poco studiato e creato qualche ora prima della partenza. Vi racconto com’è andata…

Durante le mie vacanze estive, in compagnia della mia famiglia, avevo voglia di spostarmi da Palermo e scoprire parte della Sicilia che non avevo ancora visto. Aprii Google Maps e studiai il perimetro dell’isola.

Trascorse qualche ora prima di esclamare a voce alta: “Trovato!”

Agenda, penna e Google Maps. Iniziai così a buttar giù una bozza del mio itinerario che fu anche la prima e l’ultima stesura.

Marzamemi era la città di destinazione, ma essendo molto vicina a diverse città d’arte ho preferito spostare il mio interesse a ciò che più contraddistingue questa parte della Sicilia, il Barocco.

 

Apro Booking e prenoto una dependance ad Avola, terra del vino e delle mandorle.


avola

Avola è stata la prima tappa. Chi si reca in Sicilia per una vacanza, la cittadina di Avola è sicuramente una delle tappe da includere nell’itinerario. Conosciuta come la città “esagonale”, Avola si trova tra Siracusa e Noto, in una posizione privilegiata per un itinerario tra le città più belle della Sicilia sudorientale.

 

Conosciuta ed apprezzata per il vino pregiato che viene prodotto in queste zone, il Nero d’Avola, e per la mandorla “pizzuta”, perfetta per la produzione di confetti, la città offre anche molti spunti turistici oltre ad un mare incantevole.

Come detto, Avola è conosciuta come la città esagonale. Scopriamo perché.

In principio il centro cittadino si trovava sui Monti Iblei ma venne interamente distrutto dal terremoro del 1963. La città di Avola fu ricostruita allora più a valle, vicino la costa. Per esigenze difensive, l'impianto urbanistico venne progettato dall'architetto Frate Angelo Italia con una forma esagonale che prevedeva una grande piazza al centro, punto di incontro tra le strade principali.

Ancora oggi, con l’ampliamento della città, l’esagono è rimasto integro: Corso Vittorio Emanuele e Corso Garibaldi si incrociano al centro di Piazza Umberto I. Le due strade e i palazzi circostanti, a loro volta, delimitano il perimetro dei cosiddetti “quartini”.

Per scoprire il resto vi invito a visitare la città.

TIPS:
Altra località da non perdere vicino Avola è sicuramente Cavagrande del Cassibile con i suoi laghetti.
Definita una delle “meraviglie della Sicilia” da un viaggiatore francese che visitò il territorio nel ‘700, la Riserva di Cavagrande del Cassibile è una delle aree naturali più suggestive della Sicilia.

Foto da Web
Foto da Web

noto

Data la vicinanza alla città di Avola, la seconda tappa è stata la bellissima città di Noto.

Il massimo splendore del Barocco Siciliano lo si trova proprio qui, ecco perché Noto è stata nominata “la Capitale del Barocco” ed il suo centro storico è sto nominato Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 2002. Altro motivo per cui non può mancare in questo tour!

Il centro di Noto è raggiungibile da diverse vie, ma quella che vorrei indicarvi è quella che attraversa Porta Reale, la porta principale della città. 
La Porta Reale è un’impattante arco di trionfo progettato e costruito durante la visita del Re delle Due Sicilie, Ferdinando II. Da qui inizia Corso Vittorio Emanuele che attraversa l’intero centro storico.

Dopo circa 100 metri, sulla sinistra, possiamo trovare la Chiesa di Santa Chiara. Questa è sicuramente uno dei maggiori esempi di barocco siciliano e lo si nota ammirando al suo interno le numerose decorazioni con stucchi e putti. Da non perdere è sicuramente il panorama dalla terrazza di questo edificio. Con un piccolo contributo potrete visitare il convento delle Clarisse con la sua terrazza panoramica. Un vero incanto durante il tramonto!

 

Qualche metro più avanti, sulla destra, rimarrete stupiti ad ammirare invece la bellezza e l’imponenza della Cattedrale di Noto che sembra dominare l’intero centro storico.
La Cattedrale di San Nicolò è il principale centro di culto e storicamente il più importante della città. Un vero gioiello barocco del 700 che ha subìto però, nel corso dei secoli, diverse opere di ristrutturazione, fino ad arrivare all’attuale struttura con la costruzione della Cupola nel XIX secolo ad opera di Cassone. 

Di fronte il Duomo si trova Palazzo Ducezio, sede oggi del municipio. Progettato da Vincenzo Sinatra nel 1746, che si ispirò ai palazzi francesi del XVII secolo, fu portato a compimento solo nel 1830, mentre il secondo piano venne costruito nel XX secolo dall’architetto Francesco La Grassa. La facciata è caratterizzata da venti arcate sorrette da colonne con capitelli ionici. All’interno è degna di nota la Sala degli specchi, salone ovoidale arredato con mobili in stile Luigi XV e specchi scolpiti dall’avolese Sebastiano Dugo.

Una visita merita anche il Palazzo dei principi di Nicolaci. È una struttura che rappresenta nella sua interezza la ricchezza artistica, l’opulenza del centro storico Netino!

Imboccando Via Nicolaci è subito riconoscibile: una facciata caratterizzata da un portale imponente e due grandi colonne iconiche, sormontate da una balconata opulenta sorretta da mensoloni in pietra scolpita raffigurante figure grottesche.

Una delle più alte rappresentazioni dello stile Barocco nel mondo!

 

Per la sua eleganza e la sua magnificenza, anche la coppia più amata del momento, Fedez e Ferragni, hanno scelto questa città per celebrare le proprie nozze.

Foto da Web
Foto da Web

TIPS:
Da non perdere, se siete a Noto nella terza domenica di maggio, è l’Infiorata. È una delle manifestazioni netine più sentite e una delle più importanti in tutta la Sicilia.
Non si tratta di un evento religioso ma del “Saluto alla Primavera”. Un susseguirsi di “tele dipinte con fiori” nella via più affascinante della città.


marzamemi

La terza tappa del nostro tour corrisponde di fatto all’ultima tappa del primo giorno e la prima tappa del secondo giorno, Marzamemi.

Probabilmente l’inserimento di questo stupendo borgo di pescatori nel nostro tour della Sicilia barocca un po' vi spiazza, ma come anticipato nell’intro di questo articolo, Marzamemi era la destinazione principale ed è grazie a questa se il tour ha preso forma.

 

Marzamemi è un piccolo borgo marinaro della provincia di Siracusa, a pochi chilometri di distanza da Pachino e dalla barocca Noto.

 

Sorge e si sviluppa interamente sul mare. La sua nascita risale intorno all’anno mille, quando gli Arabi costruirono qui la tonnara che per secoli fu la principale della Sicilia orientale. Da come ci appare, potremmo invece dire che risale al ‘700, quando la famiglia Villadorata ampliò la tonnara, costruendo la Chiesa di San Francesco di Paola e le case dei pescatori.

Giunti a Marzamemi, la bellezza della Piazza Regina Margherita vi lascerà senza fiato: qui si affacciano le due chiese del borgo, entrambe dedicate al Patrono San Francesco di Paola, il Palazzo di Villadorata e le case dei pescatori.

Questa piazza è ormai famosa in tutto il mondo poiché si presta a scatti colorati e instagrammabili.

 

L’intero borgo è pedonale. Si potrà lasciare l’auto nel vicino parcheggio così da poter godere di una tranquilla passeggiata senza “disturbi”. L’area intorno alla tonnara, invece, è piena di localini, ristoranti e bar, dove poter consumare un aperitivo al tramonto o gustare una cena in un’atmosfera unica.


scicli

Quarta tappa del tour “Sicilia Barocca” è Scicli.

Siamo arrivati lì con circa 30 gradi e il sole cocente di un ottobre inoltrato. Non lo avrei mai detto ma Scicli, seppur piccola e poco considerata, è una cittadina molto carina e caratteristica.

Scicli è una città barocca della Val di Noto, che sorge nella parte sudorientale della Sicilia, in una vallata incastonata fra tre colline. Nominata patrimonio UNESCO nel 2002, è un tappa d'obbligo per chi visita il sud est della Sicilia e per tutti i fan della serie televisiva Il Commissario Montalbano, che ritroveranno qui le location più famose.

 

Il Commissariato di Vigata
Il Commissariato di Vigata

La città vanta origini antichissime, come dimostrano gli insediamenti tardo-bizantini, e venne ricostruita in chiave barocca in seguito al terremoto del 1693.

Visitare Scicli vuol dire un tuffo nel passato, tra palazzi chiese barocche e antiche stradine, e immergersi nell'atmosfera vivace delle sue vie storiche.

Guardando le pareti rocciose delle colline che circondano la città, vi accorgerete che vi sono ricavate delle insenature. Queste erano rupestri dimore nel quale vivevano fino a pochissimi anni fa, fino agli anni '60, i Chiafurani. Perdetevi tra le viuzze strette di Scicli e scoprite la città. Raggiungete la Chiesa di San Matteo e godete della vista panoramica sulla città.

 


modica

Anche se il caldo afoso di Scicli ci ha letteralmente devastati, non potevamo rinunciare alla nostra prossima tappa: Modica.

 

Modica è una delle maggiori città siciliane, incastonata tra altopiani e canyon di una parte della Sicilia spettacolare. Siamo tra le perle del tardo-barocco, in provincia di Ragusa, e a pochissimi chilometri dai più affascinanti borghi della Val di Noto di cui abbiamo parlato in precedenza. Un'area culturale che l'UNESCO ha insignito del riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

 

Modica è anche la città di Salvatore Quasimodo, di cui è possibile visitare la casa natia, e ad essa è legato il nome di altri personaggi illustri, anche se non modicani, come Leonardo Sciascia.

 

Terra di contrasti e tradizioni popolari, tra ventate di novità e arretratezza al quale è difficile rinunciare, Modica, che al calar del sole si riveste di magia come un antico presepe, è terra di mezzo tra emozioni vecchie e nuove. Le scalinate sdentate e le persiane di legno scolorite, le strade lastricate, i vecchietti sull’uscio della porta a fare da supervisori, i vicoli pieni di storia e i panni stesi ad asciugare. Modica vi saprà affascinare con la sua nuda e cruda semplicità.

Barocco e cioccolato sono il biglietto da visita di questa perla del Mediterraneo. Entrambi di influenza spagnola, oggi sono il punto di forza e prestigio.

 

Il primo, il Barocco, possiamo ritrovarlo guardandoci un po' attorno. Come, ad esempio, nella Chiesa di San Pietro, protetta dalle statue dei dodici apostoli a circondare le tre rampe di scale dell’edificio. Anch’essa ricostruita dopo il terremoto del 1693.

Sulla guida di cosa vedere a Modica non può di certo mancare il maestoso Duomo dedicato al Patrono della città, San Giorgio. Duecentosessanta gradini conducono all’ingresso di questo capolavoro progettato da Rosario Gagliardi. Ventidue colonne con capitelli corinzi dividono la struttura in cinque navate, tra le quali è possibile ammirare dipinti preziosi, un organo con più di tremila canne, la meridiana incisa sul pavimento di marmo e la celebre statua di San Giorgio che, durante la festa patronale, viene portata in spalla dai devoti.

 

Il secondo, il cioccolato, famoso in tutto il mondo è possibile acquistarlo presso numerosi rivenditori che trovate lungo la via principale. Un consiglio? Recatevi all’Antica Dolceria Bonajuto. Da sei generazioni e da più di 150 anni produce artigianalmente cioccolato. Inoltre, tramanda dolci e torroni della tradizione modicana e siciliana, per lo più di origine araba o spagnola. Nel 2008 è stata inserita dall’Eurispes tra le 100 eccellenze d’Italia. 

Foto da Web
Foto da Web

caltagirone

Trentotto gradi picchiano in questa sesta e ultima tappa del nostro tour, Caltagirone.

Caltagirone è una delle città della Val di Noto più visitate della Sicilia per il suo patrimonio artistico e di grande valore. Patria della ceramica siciliana, la città è ricca di negozietti che vendono manufatti dell’arte calatina, come le “Teste di Moro”, diventate ormai uno dei simboli della città.

 

Sapete che una leggenda è legata alle Teste di Moro? Ve la racconto.

 

“Si narra che intorno all’anno 1000, durante la dominazione dei Mori in Sicilia, nel quartiere arabo Kalsa (nel cuore di Palermo) viveva una bellissima fanciulla che passava le sue giornate dedicandosi alla cura delle sue piante. Un giorno, dall’alto della sua rigogliosa balconata, venne notata da un Moro che stava passando da quelle parti. Questo, non appena la vide, se ne invaghì immediatamente e non esitò un attimo a dichiarargli il suo amore. La ragazza, colpita da tale dichiarazione, ricambiò con passione il sentimento del Moro, ma la loro storia iniziata con tanto ardore era destinata ad una vita breve. Ben presto la giovane scoprì che il suo amato doveva fare ritorno in Oriente dove ad attenderlo c’erano moglie e figli. Nel cuore della notte, sentitasi tradita ed umiliata, la ragazza si abbandonò ad un momento di gelosia e ira funesta uccidendo il suo Moro mentre stava dormendo. Successivamente ne tagliò la testa e vi creò una sorta di vaso in cui piantò all’interno un germoglio di basilico di cui si prese cura giorno per giorno. Grazie al suo inebriante profumo, la pianta di basilico, considerata l’erba dei re (dal greco Basilikos), raccolse l’invidia dei vicini della fanciulla che non persero tempo a realizzare vasi in terracotta con le stesse fattezze della Testa di Moro.

 

Caltagirone vanta un eccezionale patrimonio storico e architettonico, grazie al quale è stata inserita dall’UNESCO tra le città barocche della Val di Noto Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 2002.

 

Oggi, come già anticipato, è nota per le ceramiche e la terracotta. Oltre alla creazione di manufatti di uso comune, le maioliche calatine sono state impiegate anche per la decorazione di chiese e palazzi.

Uno straordinario esempio è la facciata della Chiesa di San Pietro, il cui aspetto gotico è impreziosito da maioliche policrome.

La Scalinata di Santa Maria del Monte è sicuramente la più maestosa tra queste opere. Si tratta di 142 gradini, le cui alzate sono completamente rivestite da maioliche policrome raffiguranti diversi motivi decorativi. Ogni anno, alla fine di maggio, si svolge la manifestazione della "Scala Infiorata", quando sulle gradinate vengono disposte centinaia di piantine a formare un unico grande disegno. Inoltre, in occasione della festa di San Giacomo, patrono della città, la scala si riempie di luminarie che vengono accese le sere del 24 e 25 luglio e danno vita a un enorme e suggestivo disegno di fuoco.

 

Impreziosito dalla ceramica, il barocco di Caltagirone trova i suoi maggiori esempi nel belvedere Tondo Vecchio, nella Discesa del Collegio Gesuitico, nei teatri e nelle Chiese del SS. Salvatore e S. Domenico.

 

Spero che questo Tour per la Sicilia Barocca vi sia piaciuto! Fatemi sapere se vi va cosa ne pensate. 

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Commenti: 6
  • #1

    Fabio (giovedì, 26 novembre 2020 10:02)

    Wooow! Dovevo venirci a ottobre ma poi è saltato tutto. Spero di visitare presto questa zona della Sicilia!

  • #2

    Daniele & Marilena (giovedì, 26 novembre 2020 10:22)

    Marilena è di origine siciliana e mi ha sempre decantato le bellezze di questa regione...
    A settembre di quest'anno volevamo fare un salto ma ahimè è saltato tutto quanto!
    Ti facciamo i complimenti per le foto, per l'impostazione dell'articolo e per la ricchezza dei particolari utilissimi per organizzare questo giro alla scoperta della Sicilia barocca!

  • #3

    Valentina (domenica, 29 novembre 2020 16:57)

    Non sono mai stata in Sicilia ma mi piacerebbe molto! Questo itinerario che proponi mi sembra perfetto per iniziare ad esplorare la regione

  • #4

    Anna (lunedì, 30 novembre 2020 07:42)

    Ho fatto un tour in Sicilia lo scorso anno proprio nella zona di cui parli. Però non sono stata ad Avola e neanche a Cavagrande del Cassibile che mi sembrano stupende.

  • #5

    Elina (lunedì, 30 novembre 2020 19:35)

    ci siamo appena state e già mi manca tanto casa. Grazie per tutti i dettagli, ci hai fatto rivivere le bellezze di casa ^__^

  • #6

    Nicoletta (lunedì, 30 novembre 2020 20:58)

    Che meraviglia questo tour della Sicilia barocca! Spero di visitare presto la tua splendida regione e tutti questi paesi così ricchi di arte e di storia!